COS’E’ IL PLASMA?

Il plasma è la parte liquida del sangue che trasporta globuli rossi, globuli bianchi e piastrine.

PERCHE’ DONARE IL PLASMA?

Dal plasma si ottengono fattori indispensabili alla cura di molte malattie. Inoltre, alcune patologie si possono curare con lo scambio del plasma del paziente con quello dei donatori.

CHE COS’E’ LA PLASMAFERESI?

La plasmaferesi è la donazione di solo plasma con restituzione al donatore degli altri componenti del sangue.

COME VIENE PRELEVATO IL PLASMA?

La plasmaferesi da donatore si esegue con un’apparecchiatura filtrante che trattiene il plasma e reinfonde le cellule. Non viene mai in contatto con sangue di altra origine o con materiale potenzialmente infetto. NON C’È’ ALCUN RISCHIO DI TRASMISSIONE!

QUANTITA’ DI PLASMA PRELEVATO E INTERVALLO TRA LE DONAZIONI

Il limite massimo indicato dalla legge è fissato in 650 ml per ogni seduta, con intervalli di almeno un mese tra una plasmaferesi e l’altra.

QUALE DISTURBO PUO’ ARRECARE AL DONATORE?

Nessun tipo di disturbo, il plasma viene reintegrato in brevissimo tempo da poche ore a pochi giorni.

CHI PUO’ DONARE IL PLASMA?

Possono donare il plasma tutti gli uomini e le donne di età compresa tra i 18 e i 70 anni (55 se è la prima donazione), di peso corporeo di almeno  50 Kg, può farlo anche chi ha valori di emoglobina non sufficienti per la donazione tradizionale e chi è portatore sano di anemia mediterranea purché sia in buona salute e abbia delle buone vene.

QUANTO DURA LA PROCEDURA DELLA PLASMAFERESI?

La donazione del plasma dura circa trenta minuti.

PUO’ ESSERCI LA TRASMISSIONE DI MALATTIE INFETTIVE EFFETTUANDO LA DONAZIONE DI PLASMA?

La donazione di plasma, come la donazione di sangue, è sicura perché si pratica con materiale sterile e monouso. NON C’È’ ALCUN RISCHIO DI TRASMISSIONE!

LA DONAZIONE DEL SANGUE

PERCHE’ DONARE IL SANGUE?

La frequenza annua delle donazioni è ugualmente prevista dal medesimo DM 02-11-2015 e può essere di quattro volte l’anno, con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione e l’altra. Scende a due volte l’anno per la donna in età fertile. Le trasfusioni di sangue sono terapie salvavita per molti pazienti e la donazione volontaria e periodica è l’unico mezzo per salvare queste vite. Diventare donatore significa anche compiere una buona azione verso sé stessi: i controlli clinici ai quali i donatori vengono periodicamente sottoposti e le analisi effettuate in occasione di ciascuna donazione aumentano la probabilità di diagnosi precoce, in caso di malattia. La donazione di sangue è un atto volontario e gratuito.

La raccolta e la distribuzione del sangue sono di competenza dei centri trasfusionali. Pubblici del Servizio Sanitario Nazionale.

COME SI SVOLGE LA DONAZIONE?

Prima della donazione, è consentito l’assunzione di tè, caffè, latte, succhi di frutta, a meno che non sia previsto,  il digiuno per il prelievo di controllo periodico dello stato di salute del donatore. Il donatore viene invitato a leggere attentamente ed a compilare un modulo informativo di consenso. La sua idoneità verrà valutata mediante colloquio con il medico.

CHI PUO’ DONARE SANGUE?

Ogni individuo sano, d’età’ compresa fra i 18 ed i 70 anni, di peso corporeo non inferiore ai 50 Kg. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge:

  • La temperatura corporea:
  • La pressione arteriosa e la frequenza cardiaca;
  • L’emoglobina

CHI NON PUO’ DONARE SANGUE?

  • Chi ha contratto, anche in passato, un’epatite virale di tipo B o C (epatiti che tendono a persistere nel tempo e vengono trasmesse attraverso il sangue);
  • Chi fa uso abitudinario di sostanze stupefacenti;
  • Chi fa uso eccessivo di bevande alcoliche (alcolisti cronici);
  • Chi soffre di patologie cardiovascolari importanti

Costituiscono, invece, causa d’esclusione temporanea:

  • La gravidanza in atto ed il puerperio per un anno dopo il parto
  • Gli interventi chirurgici in anestesia generale, negli ultimi quattro mesi;
  • Le trasfusioni di sangue ricevute negli ultimi quattro mesi;
  • Il soggiorno in zone endemiche per la malaria, nei sei mesi precedenti alla donazione, oppure l’attuazione di una profilassi antimalarica nei tre anni precedenti;
  • I rapporti sessuali con persone sconosciute;
  • I rapporti sessuali con soggetti affetti da epatite virale, tossicodipendenti o con comportamenti a rischio per l’AIDS o le altre malattie trasmissibili con il sangue.

La selezione del donatore viene effettuata da parte di personale medico del Centro Trasfusionale; il colloquio riservato è coperto dal segreto professionale, può fornire l’opportunità’ anche per ottenere eventuali chiarimenti.

La donazione di sangue può essere “occasionale” o “periodica”. Il donatore si definisce “periodico” quando si reca regolarmente per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l’atto della donazione.

L’obiettivo di tutti i centri trasfusionali è, attualmente, quello di arrivare ad avere la maggiore quota possibile di donatori periodici che sono, come si può intuire, più sicuri per il ricevente; infatti, il donatore è più consapevole dell’importanza del suo gesto e dei potenziali rischi per il ricevente

QUANTO TEMPO OCCORRE PER REINTEGRARE IL SANGUE?

La quota liquida del sangue (plasma) viene ricostituita nell’arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di recupero che tendono a richiamare liquidi nel letto vascolare. La quota corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili a seconda dell’elemento cellulare considerato.
Il ripristino dei globuli rossi, ad esempio, avviene più lentamente ma generalmente si completa entro un mese circa dal prelievo.

COME VIENE CONSERVATO IL SANGUE?

Fin dal 1869 vennero condotti esperimenti tesi a trovare un mezzo che impedisse al sangue di coagulare, ma fu solo nel 1914 che tre ricercatori, lavorando indipendentemente in differenti parti del mondo, scoprirono che il Citrato di Sodio impediva la coagulazione del sangue. Oggi il sangue del donatore viene prelevato in sacche di plastica sterili contenenti appositi anticoagulanti e conservanti, dei quali il più comune e una soluzione di citrato – fosfato – destrosio – adenina, brevemente indicato come CPD -A. II citrato presente nella soluzione impedisce al sangue di coagulare, mentre il destrosio – adenina fornisce alle cellule del sangue il nutrimento necessario a mantenerle in vita.

PER QUANTO TEMPO SI PUO’ CONSERVARE IL SANGUE?

I globuli rossi si deteriorano con l’invecchiamento e nel sangue conservato avvengono varie modificazioni chimiche.
Attualmente, con l’ aggiunta nelle sacche di sostanze nutritive (Mannitolo + Adenina) i globuli rossi possono essere conservati sino a 42 giorni.